Come scegliere una bistecchiera non cancerogena? Prodotti, info

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Cucinare gli alimenti sulla piastra e provare ad arrostirli in casa può far male alla salute? Qual è la differenza tra una bistecchiera non cancerogena e altre, invece, il cui utilizzo andrebbe evitato a tutti i costi? In domande come queste risuona una delle paure più comuni: siamo sicuri che tutto quello che mangiamo e, soprattutto, il modo in cui lo cuciniamo ci faccia davvero bene? Nel caso della cottura alla griglia alla leggerezza e l’assenza di condimenti extra che rendono il piatto adatto anche a un regime ipocalorico viene spesso contrapposto il rischio cangerogenicità e, di volta in volta, osservati speciali sono le temperature raggiunte, gli strumenti utilizzati, l’eventuale presenza di bruciature o la quantità di fumo assorbita dagli alimenti. Chi opti per grigliare anche a casa e in appartamento, poi, potrebbe essere attanagliato dal dubbio rispetto a quanto le bistecchiere elettriche o a gas risultino pericolose per i cibi e, di conseguenza, per chi li assume. Proviamo, pur a costo di semplificare molto, a fare chiarezza.

 

Quella ai ferri è davvero tra le cotture più sane?

A partire da un’osservazione di buon senso: più che cercare bistecchiere non cancerogene si dovrebbe fare attenzione a che tutto il processo di cottura degli alimenti ai ferri avvenga correttamente e senza alterarne né le proprietà organolettiche, né soprattutto quelle nutritive e, non meno importante, a inserire pietanze come queste all’interno di una dieta varia ed equilibrata non solo per quanto riguarda la natura degli alimenti ma anche i metodi di cottura.

Perché quella ai ferri è una delle cotture più sane
La buona notizia, comunque, per gli amanti di grigliate e barbecue è che quella ai ferri è una delle cotture più salutari, oltre che leggere e adatte alla dieta. Sebbene le temperature raggiunte siano alte, infatti, si può grigliare o piastrare gli alimenti senza aggiungere grassi che ne alterino il gusto e le proprietà nutritive e si riducono anche i liquidi di cottura, spesso i veri responsabili quando si tratta di cibi poco sani.

Bistecchiere non cancerogene? Una questione di materiali

Va da sé che per ottenere dei buoni risultati si dovrebbe partire dallo scegliere la bistecchiera giusta. Se si opta per prodotti di ultima generazione o di aziende ben note nel mondo degli elettrodomestici e degli accessori di cucina non ci si dovrebbe preoccupare (troppo) della questione salubrità delle cose che si cucinano. Quasi sempre, infatti, realtà come queste investono molto in ricerca e innovazione dei materiali, proprio per assicurare la più totale qualità del risultato finale. Qualità che non si misura mai, appunto, in quanto buone siano le pietanze cucinate ma in quanto siano sane e prive di qualsiasi rischio per la salute.

Attenzione ai materiali della tua bistecchiera
Più in generale, del resto, i materiali in cui è realizzata dovrebbero essere tra quei fattori che fanno propendere per un modello di bistecchiera o per un altro. Quanto sono resistenti all’uso, con quanta facilità si graffiano, quanto è facile pulirli ed eventualmente ricondizionarli per farli tornare alle condizioni di fabbrica sono tutte valutazioni rilevanti, sia nella scelta come appena detto, sia nel valutare il rapporto qualità prezzo.

Anche quando nel linguaggio comune, insomma, si fa riferimento a bistecchiere non cancerogene la discriminante principale, così, sono appunto i materiali. Non perché — è ovvio — ci siano in commercio bistecchiere e strumenti per la cottura ai ferri il cui utilizzo sia correlato, in maniera comprovata, alla probabilità di sviluppare malattie tumorali ma perché, negli anni, alcuni studi hanno messo in dubbio la reale possibilità di utilizzare in campo domestico alcune materie prime, pur di largo impiego.

Il panico teflon e perché non è detto che una padella antiaderente sia cancerogena

Osservato speciale è stato, in particolar modo, il teflon, una sostanza utilizzata per anni e da quasi tutte le aziende del settore per realizzare il rivestimento di pentole, padelle e piastre antiaderenti. Secondo alcuni studi, infatti, a temperature molto alte questo materiale — o, meglio, delle particelle volatili che si sviluppano da questo materiale — potrebbe risultare cancerogeno. Ancora una volta: la buona notizia è che negli ultimi cinque anni le aziende del settore non lo utilizzano più e lo hanno sostituito nella realizzazione di rivestimenti antiaderenti con altri materiali più sicuri, completamente atossici e in grado di assicurare comunque lo stesso tipo di performance.

bistecchiera non cancerogena teflon

Cosa fare se hai ancora una vecchia padella antiaderente in teflon
Se qualcuno dovesse avere in casa, ancora, delle vecchie padelle antiaderenti è probabile che, a questo punto, sia molto preoccupato della propria salute. Non ci sarebbe, invece, da farsi prendere dal panico. Sia perché anche gli studi sul teflon e la sua presunta cancerogenicità sono contrastanti e non hanno portato sempre allo stesso tipo di risultati, sia perché i rischi si corrono soprattutto se si continua a cucinare con padelle vecchie e malmesse. Se il rivestimento antiaderente è integro, infatti, non dovrebbe esserci nessun rischio di contaminazione degli alimenti e, quindi, per la salute della persona: per questa ragione è sempre una buona idea non utilizzare posate in acciaio o in qualsiasi altro materiale che possa graffiare la piastra per rigirare gli alimenti e dismettere subito la padella una volta che mostri segni di usura. Considerata, comunque, la grande disponibilità di oggetti per la cottura ai ferri casalinga, anche a dei prezzi veramente limitati, si può pensare di sostituire la vecchia padella antiaderente con oggetti più nuovi e in materiali diversi. Tanto più che è buona norma, in generale, sostituire con una certa frequenza oggetti come questi.

La bistecchiera in pietra è una bistecchiera non cancerogena?

Va da sè, comunque, che se si opta per altri tipi di piastre e bistecchiere queste possono risultare decisamente meno a rischio. Piastre e bistecchiere in pietra, per esempio, sono tra quelle che si possono considerare a tutti gli effetti delle bistecchiere non cancerogene e lo stesso vale per oggetti, davvero all’avanguardia, che hanno un rivestimento in micro-particelle di minerali — qualche azienda ne ha addirittura in diamanti. Generalizzando molto, si tratta di oggetti che raggiungono delle alte temperature e riescono a mantenerle nel tempo e che, non avendo rivestimenti industriali, non dovrebbero contaminare in alcun modo i cibi con cui vengono a contatto.

Attenzione a come tratti la tua piastra in pietra
 C’è una cosa a cui fare particolare attenzione, però, quando si utilizzano le piastre e le bistecchiere in pietra (lavica, ollare, eccetera): essendo fatte di materiali molto porosi, non vanno lavate utilizzando detergenti troppo aggressivi che, se assorbiti appunto, possono non solo alterare il sapore dei piatti ma anche e soprattutto risultare rischiosi per la salute. Meglio una soluzione di acqua e aceto da far risposare sulle eventuali macchie di grasso in modo da farle sciogliere.

Anche quando si compra una bistecchiera in pietra o con rivestimento minerale bisognerebbe comunque prestare attenzione e optare, se possibile, per una buona marca e ben rinomata nel campo: è l’unico modo per assicurarsi qualità e controllo sui materiali.

[su box title=”Sicuro che la tua piastra in pietra sia davvero una piastra in pietra?”] Oltre che l’unico modo, s’intende, per assicurarsi di comprare davvero una bistecchiera in pietra lavica, in pietra ollare. Molti degli oggetti che si trovano comunemente in commercio, specie a un buon prezzo, infatti, giocano con un design che è in tutto e per tutto simile a quello delle padelle in pietra ma senza che, in effetti, siano costruite con questi tipo di materiali. Leggere bene le informazioni contenute sulle confezioni o nei libretti informativi è l’unico modo per essere sicuri di portare a casa davvero quello di cui si ha bisogno. [/su_box]

Grigliare bene per ridurre il rischio cancerogeno

bistecchiera non cancerogena tecniche

Oltre a una bistecchiera non cancerogena, quello che rende completamente sicura la cottura ai ferri — sia che la si faccia in casa con piastre a induzione o griglie elettriche, sia che la si faccia all’esterno con i più tradizionali barbecue —è la tecnica. Ci sono una serie di attenzioni, infatti, che si possono avere per fare in modo che, anche grigliati, gli alimenti rimangano buoni e sani.

  • Evitare le temperature troppo alte e preferire, invece, le cotture uniformi anche se a basse temperature. Nel primo caso, infatti, quello di temperature piuttosto alte, si rischia di alterare la composizione chimica degli alimenti e sviluppare reazioni potenzialmente dannose per la salute, se non cancerogene appunto.
  • Non far formare fumi: spesso, infatti, a rendere pericolosi la carne o il pesce cotto alla griglia è l’aver assorbito una grande quantità di fumo, cosa che accade per esempio quando si usa molto olio o altri tipi di condimento. Anche se non si hanno problemi di linea, insomma, meglio condire a crudo.
  • Stare attenti a nero e bruciature: qualcuno può gradire gli alimenti ben cotti, guai però a farli bruciare e a far creare quella tipica patina nera che può risultare poco salutare e essere ricollegata a rischio cancerogeno.

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